lontano_lontano: (macchina di scrivere)
[personal profile] lontano_lontano
Titolo: Scala reale
Fandom: Axis Powers Hetalia
Personaggi: Ludwig, Feliciano
Rating: verde
Conteggio parole: 3253 (fdp)
Genere: fantasy, romantico
Avvertenze: cardverse AU, shonen ai
Riassunto: il Regno di Fiori sembra non curarsi di nascondere la sua ostilità all'avversario Regno di Picche, e Re Ludwig, sovrano del Regno di Cuori, ha dei pessimi presentimenti per quel che potrebbe riservare il futuro. Come se non bastasse, deve far da balia al suo Fante di Cuori, Feliciano, che pare divertirsi a creargli grattacapi.
Beta: [livejournal.com profile] yuki_delleran
Note: questa storia fa da side story alla fanfiction "Royalty of Spades" di [livejournal.com profile] yuki_delleran, che mi ha concesso di sfruttare lo sfondo degli eventi della sua avventura per far muovere questi adorabili personaggi. Per capire al meglio la trama è quindi consigliabile (ma non indispensabile) leggere anche il suo lavoro~
Inoltre, devo ringraziare C63, a cui voglio dedicare questa storia, perché le nostre ruolate mi hanno decisamente ispirato nella stesura dei capitoli dell'antefatto ♥



Scala Reale, atto VI - antefatto - a Flush of Hearts


L'incoronazione della Regina di Quadri


"È arrivato l'invito ufficiale per l'incoronazione della nuova Regina di Quadri." Annunciò Feliciano Vargas, il Fante di Cuori, entrando senza preavviso nello studio di Re Ludwig.
L'altro staccò appena lo sguardo dalle carte che stava studiando. "Il Fante deve sempre farsi annunciare, prima di entrare, quante volte devo ripetertelo?" Fece - dal tono, era chiaro che si trattava di un rimprovero di routine.
"Ha fatto presto." Commentò semplicemente, riguardo all'invito, prendendo la pergamena in mano.
Feliciano spostò il peso da un piede all'altro, non sapendo bene cosa rispondere. La precedente Regina di Quadri era venuta a mancare solo pochi mesi prima, ed anche la Corte di Cuori aveva presenziato al funerale per porgere le proprie condoglianze ed unirsi al lutto.
Il Re di Quadri, solitamente sempre scherzoso, era sembrato profondamente colpito dalla tragedia e distrutto dalla perdita. Eppure, la nuova Regina era già stata trovata e stava per essere incoronata.
D'altro canto, nessun Regno poteva restare a lungo senza la coppia di sovrani, quali che fossero i sentimenti degli stessi, no?
Feliciano spiò nuovamente Ludwig. Non capiva se il commento dell'altro fosse stato inteso in maniera maliziosa o se fosse stato semplicemente l'affermazione di un dato di fatto. Come sempre, da quando era diventato Re pochi mesi prima, Ludwig era ligio al dovere e preoccupato di svolgerlo al meglio. Difficilmente si intuiva cosa pensasse e, soprattutto, se avesse opinioni personali rispetto a questo tipo di faccende. Per lui, tutto sembrava ridursi, il più delle volte, all'adempimento dei suoi compiti, che portava a buon fine con attenzione e scrupolo, ma anche con una certa freddezza.
Il Fante, non volendo disturbarlo oltre, prese congedo e uscì.

Se, dal giorno dell'incoronazione, la vita di Ludwig era stata completamente assorbita dai doveri regali, lo stesso non si poteva dire di quella di Feliciano. In teoria, i compiti di un Fante erano comunque piuttosto impegnativi, ma non riusciva a dedicarvisi con la stessa dedizione dimostrata da Ludwig.
Soffriva la mancanza del suo adorato nonno e si sentiva solo, in una Corte che non gli apparteneva (ora che anche il fratello aveva deciso di andare a vivere altrove), solo come una Regina in esilio - perché era così, era la Regina di Cuori, ma il posto sul trono non gli apparteneva e, ancora più tristemente, non sembrava appartenergli nemmeno quello nel cuore di Ludwig.


Che Feliciano fosse la Regina di Cuori sarebbe dovuto rimanere un segreto, Re Marius era stato assolutamente inamovibile su questo punto.
A Ludwig, che aveva fatto notare come non si potesse continuare a far finta che non ci fosse una Regina, aveva risposto che a ciò era già stata trovata una soluzione, e che questa era attualmente in viaggio verso la capitale da uno dei villaggi della costa del Regno.
Il Re si era documentato a lungo e con attenzione prima di trovare la persona che facesse al caso suo: Kiku Honda proveniva da un piccolo paesello di pescatori, abitato da quel popolo delle isole dalla pelle di porcellana e dagli occhi a mandorla che adorava strani dei, ma che rispettava con attenzione le leggi del Regno. Era un esperto nell'arte del combattimento ed una persona dalle maniere e cultura impeccabili, se Marius poteva fidarsi delle sue fonti (e sapeva di poterlo fare); in sintesi, il perfetto candidato per il ruolo di Fante, ma anche per quello di Regina.
E questo Kiku sarebbe stato: una finta Regina, qualcuno che potesse ricoprire quel ruolo senza esporre Feliciano ai rischi che implicava, e che fosse anche capace di difendere se stesso ed i due sovrani, se fosse servito.
Nel piccolo villaggio da cui proveniva nessuno si sarebbe fatto troppe domande e non sarebbe successo nemmeno nella Capitale, visto che pochi si interessavano di quanto accadeva in provincia. Avrebbero accettato che la nuova Regina provenisse dai confini del Regno, come avevano accettato tutti i precedenti sovrani.
Così, Feliciano venne relegato al ruolo di Fante - sempre accanto ai Sovrani, ma in seconda fila, posto da cui avrebbe potuto osservare e partecipare a tutto senza però essere in prima linea, con i conseguenti rischi.

Ludwig e Feliciano avevano promesso a Re Marius, sul suo letto di morte, di preservare il segreto (che era a conoscenza di pochissimi, a corte, inclusi i parenti stretti di Feliciano), e la promessa li vincolava. Ma era stato chiaro fin da subito che Ludwig non sembrava eccessivamente contento della soluzione e, soprattutto, di lui.
A ferire Feliciano non erano tanto i continui rimproveri per i suoi sbagli (anche se, abituato alla pazienza del nonno, la severità di Ludwig a volte lo prendeva in contropiede), ma il distacco con cui l'altro lo trattava. Certo, spesso lo aiutava nelle sue mansioni (anche perché, sosteneva il Re, altrimenti avrebbe combinato dei disastri) e si preoccupava per lui, ma Feliciano non riusciva a scollarsi di dosso l'impressione che l'altro facesse tutto questo solo perché rientrava nei suoi doveri di Sovrano.
Il ragazzo sospirò, percorrendo senza fretta i corridoi alla ricerca della (falsa) Regina, per portare l'invito anche a lui.
In parte era anche colpa delle aspettative che si era fatto. Tutti sapevano, infatti, che il rapporto tra un Re ed una Regina era costituito, innanzitutto, di doveri verso il popolo. Spesso diventavano amici o amanti, era vero, ma non erano sconosciuti casi di sovrani che si erano addirittura detestati. Per di più, Feliciano non era nemmeno, formalmente parlando, la Regina, quindi cosa poteva pretendere? Eppure, il nonno, da inguaribile romantico, aveva spesso favoleggiato con lui del fatto che il Re che gli sarebbe succeduto non avrebbe potuto avere occhi che per il nipote, adorabile com'era. E Feliciano, inguaribile romantico pure lui, ci aveva sperato davvero.
Ora, però, che era solo a Corte, non faceva che darsi dello stupido ed augurarsi di imparare in fretta almeno ad essere un buon Fante, per guadagnarsi il rispetto del suo Re.



Il viaggio verso la Capitale del Regno di Quadri, sebbene abbastanza breve, non si rivelò molto comodo, in particolar modo a causa del maltempo. Nonostante fosse ormai estate, infatti, durante la strada furono colpiti da una serie di violenti temporali che li costrinsero a procedere a rilento.
Se non altro, però, Feliciano ottenne di viaggiare nella carrozza insieme ai Sovrani; normalmente, un Fante avrebbe dovuto cavalcarvi a fianco, ma Ludwig, preoccupato che l'altro potesse prendersi un malanno ad andare a cavallo nella pioggia, gli fece posto accanto a lui.
Al giovane la cosa fece doppiamente piacere: da un lato, avrebbe potuto stare seduto e comodo nella carrozza reale, e, dall'altro, apprezzava sempre anche i più piccoli gesti di gentilezza da parte di Ludwig.
Accomodatosi nel calore dei sedili, Feliciano lasciò che il suo sguardo vagasse nella campagna che stavano attraversando. Il Regno di Quadri aveva campagne fertili e ricche, ma il paesaggio era un po' monotono, soprattutto nella pioggia.
"Pare che la nuova Regina di Quadri sia molto giovane." Disse ad un certo punto Kiku, pacato come al solito, in quello che doveva essere un tentativo di conversazione.
Feliciano annuì.
"Sì! E sembra che verrà nominato un nuovo Fante, assieme a lei. Se è vero quello che dicono, è suo fratello, che non vuole lasciarla sola sul trono, dopo... Dopo quello che è successo alla precedente Regina." Disse, tornando a guardare fuori.
Pareva anche che il precedente Fante avesse lasciato il posto di buon grado, troppo sconvolto dalla tragedia.
"Spero davvero per Re Francis che.. Be', che siano felici. Nonostante quello che è successo."

Re Francis era stato davvero innamorato di Jeanne, la Regina precedente. Erano giovani e profondamente legati, ed il Regno di Quadri non sembrava poter sperare in un'unione più propizia.
Eppure, qualche mese prima, era successa la tragedia, l'incendio improvviso nella dependance del Palazzo dove la Regina stava trascorrendo alcuni giorni di tranquillità con le sue dame. Il fuoco era divampato furioso, vorace, e tra le macerie erano stati recuperati molti cadaveri, tra cui quello della sovrana.
Non c'erano notizie ufficiali sulle cause del disastro, ma il sospetto di tutti era che si fosse trattato di un incendio doloso: perfino in un Regno dove i Sovrani non erano tali per discendenza o volere umano, l'odio delle fazioni avversarie poteva portare morte e distruzione.

"Non possono evitare ciò che sono, felici o infelici." Rispose Ludwig pacatamente.
Feliciano lo guardò, vagamente triste.
"Ma sarebbe meglio se ne fossero contenti, no?"



Re Francis aveva sempre avuto una certa predilezione per il fasto, e la cerimonia di incoronazione ne era la riprova. Il suo bel palazzo scintillava d'oro, come le livree dai colori caldi dei servitori che si affaccendavano ovunque per soddisfare ogni bisogno degli ospiti, molti dei quali erano giunti da lontano per assistere all'evento.
Feliciano, in piedi a fianco del Re e della Regina di Cuori, osservava i nobili porgere i loro ossequi alla coppia e, nonostante si costringesse a sorridere come l'occasione ed il ruolo imponevano, era tutto fuorché felice. Cercò un po' di distrazione nel rinfresco e nella compagnia delle cortigiane, ma, come i Sovrani di Quadri fecero il loro ingresso, tornò a farsi pensoso.
La nuova Regina, Lily, era una ragazzina minuta, graziosa come un bucaneve, ed apparentemente altrettanto fragile. Accanto a lei, Re Francis sorrideva solare, ma Feliciano si chiedeva che cosa provasse in quel momento.
La sovrana, da parte sua, aveva le gote arrossate e faticava a tenere lo sguardo alto per incontrare quello degli astanti.
Che avesse paura? O forse era solo timida ed intimorita dalla folla nella sala.
Qualche passo dietro di lei c'era un altro giovane biondo, di bassa statura, che si guardava intorno con aria aggressiva: era il nuovo fante di Quadri, che non aveva voluto (a ragione, visti i precedenti) abbandonare la sorellina da sola a corte.
A Feliciano venne una certa malinconia, perché tutto, lì, gli faceva tornare in mente la sua cerimonia di incoronazione... O meglio, la cerimonia di Ludwig e Kiku. Lui era stato accanto a loro, da bravo Fante, anche se gli sarebbe spettato essere a fianco del sovrano, in qualità di Regina. Non era invidia, quella che provava, né gelosia (Ludwig si comportava anche più formalmente e con più distacco nei confronti di Kiku che non rispetto a Feliciano stesso), quanto piuttosto la sensazione di sentirsi perennemente fuori posto, e quella che le cose non fossero andate affatto come sarebbero dovuto andare.
...gli venne in mente anche che, all'incoronazione dei Sovrani di Cuori, in prima fila, erano presenti Re Francis e la Regina Jeanne. Nessuno si sarebbe aspettato di assistere alla salita al trono di una nuova Regina, così poco tempo dopo.
Perso in quelle memorie, Feliciano si strinse le braccia al petto; aveva sempre pensato che il nonno si preoccupasse troppo e che il tenere nascosta la sua vera identità fosse una preoccupazione eccessiva, ma forse le cose non stavano affatto così.
Se fosse accaduta una cosa del genere anche alla loro corte? Sarebbe stato Kiku ad andarci di mezzo? Kiku che era così gentile e che lo aiutava sempre quando Feliciano non sapeva più come arrabattarsi per tener dietro ai suoi obblighi di Fante? Kiku che lo trattava sempre con la deferenza che un Fante doveva alla sua Regina, e che aveva giurato di proteggerlo a tutti i costi?
Strinse a sé la sua inutile alabarda, colto da un senso di freddo. Si guardò attorno per cercare Ludwig e Kiku, ma sembravano essere stati ingoiati dalla folla. Invece, vide la neo-incoronata Regina di Quadri. Sembrava sola anche lei, mentre si congedava con educazione da un gruppo di cortigiani, e Feliciano sentì l'improvviso impulso di andare a parlarle - forse perché sapeva che sarebbe stato comunque compito suo conoscere la Regina di un altro Regno, e forse perché, in quel momento, gli sembrava di condividere con lei una posizione solitaria e pericolosa.

La festa entrò nel vivo.
La giovane Lily era educata e gentile, sorrideva alle parole di Feliciano e nascondeva il viso dietro il ventaglio quando rideva, pacata, alle sue battute.
Feliciano, dal canto suo, aveva abbandonato i pensieri che lo avevano assillato fino a poco prima (complici anche i calici per i brindisi che i camerieri si affrettavano a riempire) e stava pensando a godersi il ricevimento.
Dopo un po', gli invitati si portarono lungo le pareti della sala e l'orchestra iniziò a suonare una giga, così che tutti quelli che volevano avrebbero potuto approfittarne e ballare.
Alla cerimonia di salita al trono dei Sovrani di Cuori, le danze erano state aperte niente meno che da Ludwig e Kiku (e nessuno dei due, dopo il primo ballo, era tornato in pista). Feliciano ricordava bene quanto si era sentito messo da parte, mentre osservava il neo-Re muoversi con una certa rigidità sulla pista, mentre la Regina ne assecondava i movimenti con garbo e leggerezza (e Feliciano ne era ammirato: aveva visto Kiku esercitarsi con la sua katana, un'arma affilata e sottile come l'aria, ma mai avrebbe immaginato che la sua eleganza di guerriero potesse rivelarsi altrettanto nei passi di una danza). I visi seri di entrambi, comunque, avevano smontato un po' quello che doveva essere il vero e proprio inizio dei divertimenti.
Re Francis prese la mano di Lily e la condusse al centro della sala, sorridendo luminoso come il sole e conducendo la nuova Regina nel ballo.
Dopo i primi pezzi, però, il Re di Quadri svanì inghiottito da qualche altro gruppetto di nobili. Feliciano, che continuava a non veder da nessuna parte i suoi due Sovrani, decise quindi di tornare a far compagnia a Lily.
La giovane sembrò contenta di quelle attenzioni, e dopo il primo ballo, se ne aggiunse un secondo, e poi un terzo. Era strano, la maggior parte delle dame lì presenti cambiavano cavaliere ad ogni danza, ma nessuno sembrava particolarmente ansioso di ballare con Lily, quella sera. Feliciano si chiese, ancora, se questo non fosse dovuto alla perdita della precedente sovrana. E tuttavia, Lily era così graziosa ed adorabile che era difficile pensare che qualcuno potesse avercela direttamente con lei.
"Vostro fratello non vi invita?" Le chiese Feliciano ad un certo punto, quando entrambi decisero di saltare un valzer per riposarsi un po'.
La ragazza scosse la testa. "Mio fratello non ama ballare." Sembrò voler aggiungere qualcosa, ma poi ci ripensò, forse perché pensava che non fosse appropriato dire qualcosa di poco lusinghiero sul nuovo fante ...o forse perché questo si stava dirigendo verso di loro con passo marziale ed espressione assai arcigna.
Quando li raggiunse, se frappose senza tanti complimenti tra i due, guardando in cagnesco Feliciano.
"Non credi di aver danzato abbastanza con lui?" Rimproverò la sorella, ma senza distogliere lo sguardo dal Fante di Cuori.
"M-ma, fratello, è... Il Fante di Cuori danza davvero bene..."
La situazione, a Feliciano, sembrò un po' strana: il fratello in questione, apparentemente, sembrava essersi dimenticato che la ragazza alle sue spalle non era più solo la sua sorellina minore; era diventata Regina e, come tale, almeno in pubblico, andavano come minimo rispettate certe formalità - se non altro nei titoli con cui le si rivolgeva. A Feliciano, questo era stato inculcato da Ludwig con una certa insistenza, ed ora, anche se capiva la posizione del Fante di Quadri, riteneva anche che fosse in errore. Inoltre, la nuova regina aveva ben il diritto di scegliere con cui danzare, no? Lo riempiva di tristezza vedere un'altra sovrana costretta a fare qualcosa di diverso da quello che avrebbe desiderato.
Quindi, Feliciano le prese la mano, e fece per condurla nuovamente verso il centro della sala (gli accordi finali dell'ultimo pezzo si stavano spegnendo proprio ora e l'orchestra ne avrebbe subito attaccato un altro).
"Se permettete, la ruberò per un altro valzer ancora!" Disse allegramente; il Fante di Quadri aveva bisogno di essere un po' meno serio.
Ma l'altro non sembrava dello stesso avviso, anzi. Strinse gli occhi e, prima che la coppia di danzatori potesse fare un altro passo, spianò la sua alabarda, puntandola direttamente al petto di Feliciano.
Il silenzio calò attorno a loro, salve le esclamazioni di sorpresa di qualche dama; l'orchestra si trattenne da far partire un nuovo pezzo, con i musicisti che erano incerti tra il mantenere lo sguardo sul direttore o se spostarlo sul bisticcio tra Fanti.
"Non metterai in questione l'onore di mia sorella il giorno della sua incoronazione." Avvertì Vash, gelido, ma, visto che tutti gli astanti stavano trattenendo il respiro, le sue parole risuonarono piuttosto chiaramente.
"E'... È solo un ballo!" Feliciano stava iniziando a sudare freddo. La sua alabarda era dimenticata da qualche parte e lui si sentiva completamente alla mercé dell'altro Fante; non che, se avesse avuto con sé la sua arma, avrebbe saputo come utilizzarla per difendersi, anzi.
"Stai monopolizzando le attenzioni della Regina di Quadri! Chi ti credi di essere per potertelo permettere? Impara a stare al tuo posto!" Fu la risposta brusca, mentre la punta dell'alabarda del Fante biondo si alzava pericolosamente verso la gola di Feliciano. Dietro di lui, la Regina stava invocando inutilmente il nome del fratello per tentare di calmarlo.
"Mon dieu, mon dieu! Ma che devo vedere!" Con la sua tipica nonchalanche, il Re di Quadri si fece largo tra la folla ed abbassò in fretta l'alabarda del suo Fante.
"Quanta tensione! Non la trovo appropriata a quest'occasione, davvero!"
Con una mezza piroetta, circondò con un braccio la vita della Regina (cosa che, a dire il vero, non sembrò andare tanto a genio a Vash, nonostante si trattasse del suo Re).
"Non mi pare il caso di giungere alle mani per un valzer, anzi!"
Adesso che non aveva più gli occhi puntati sulla punta (acuminata) dell'albarda, Feliciano si accorse che Ludwig e Kiku erano a poca distanza da lui. Kiku appariva assolutamente calmo, mentre Ludwig sembrava sul punto di intervenire.
"Come potete essere così indifferente, mio Re? L'onore della Regina è anche il vostro!" Replicò Vash acidamente.
Francis lo guardò, sempre, apparentemente, divertito.
"E dunque? Cosa volete fare, mio buon Fante, sfidarlo a duello?"
Seguirono alcuni attimi di silenzio, mentre Vash e Francis si guardavano negli occhi.
Incurante della loro sfida silenziosa, Feliciano sentì il sangue ghiacciarglisi nelle vene. Un duello? I Fanti erano, in un certo senso, i difensori dei due Sovrani, e sarebbe stato lecito, per un Fante, sfidarne un altro a duello se avesse ritenuto che l'onore del Re o della Regina fosse stato in qualche modo intaccato dal comportamento dei reali di un altro regno: i Sovrani non potevano certo battersi a duello, erano i Fanti a farlo per loro.
Ma Feliciano era tutto fuorché abile in combattimento; inoltre, Vash gli faceva paura: sembrava prendere tutta la faccenda troppo sul serio.
Certo, poteva rifiutarsi di raccogliere la sfida, ma... Il Regno di Cuori non ne sarebbe uscito bene.
Nel panico, incrociò lo sguardo di Re Ludwig e, di nuovo, Feliciano ebbe l'impressione che stesse per mettersi in mezzo tra lui e Vash.
"Sciocchezze! Non autorizzerei il mio Fante ad accettare una sfida per un motivo così puerile!" sbottò invece il Re di Cuori.
Feliciano trattenne il respiro. Motivo puerile... Lo era, certo, ma non stava ad un altro Sovrano decidere dove tracciare la linea di un insulto all'onore.
Francis squadrò per bene prima lui, poi Feliciano. Qualsiasi cosa gli passò per la mente, comunque, il risultato finale fu uno dei suoi soliti sorrisi.
"In effetti, non vedo perché rovinare la serata con un duello! L'obbiettivo é di finire le portate del rinfresco, non i Fanti di altri regni, mio caro Vash." Commentò. "A dire il vero, ritengo che dovremmo fare uno scambio di Fanti, Re Ludwig! Vash, qui, sembra molto più adatto al tuo stile marziale. Questo, invece" andò avanti prendendo Feliciano a braccetto "si adatterebbe di più allo stile di questa corte!"
Ludwig gli rispose con un'occhiata da gelare il sangue, e a Feliciano, nervoso, sfuggì una risatina di sollievo. Questa fu immediatamente troncata dallo sguardo di ghiaccio del Re di Cuori.
Feliciano deglutì. Se l'era cavata con Vash, grazie all'intervento del Re di Quadri, ma nessuno lo avrebbe salvato dalla lavata di capo che gli avrebbe dato Ludwig - o almeno questo era quello che gli occhi del Re di Cuori gli facevano presagire.

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