lontano_lontano: (gerita)
[personal profile] lontano_lontano
Titolo: Scala reale
Fandom: Axis Powers Hetalia
Personaggi: Ludwig, Feliciano
Rating: verde
Conteggio parole: 2483 (fdp)
Genere: fantasy, romantico
Avvertenze: cardverse AU, shonen ai
Riassunto: il Regno di Fiori sembra non curarsi di nascondere la sua ostilità all'avversario Regno di Picche, e Re Ludwig, sovrano del Regno di Cuori, ha dei pessimi presentimenti per quel che potrebbe riservare il futuro. Come se non bastasse, deve far da balia al suo Fante di Cuori, Feliciano, che pare divertirsi a creargli grattacapi.
Beta: [livejournal.com profile] yuki_delleran
Note: questa storia fa da side story alla fanfiction "Royalty of Spades" di [livejournal.com profile] yuki_delleran, che mi ha concesso di sfruttare lo sfondo degli eventi della sua avventura per far muovere questi adorabili personaggi. Per capire al meglio la trama è quindi consigliabile (ma non indispensabile) leggere anche il suo lavoro~






La notte era profonda, il silenzio, fuori dalla finestra, rotto solo dallo sporadico abbaiare di qualche cane.
Feliciano osservava intento il suo Re, il quale, ora che Gilbert se n'era andato, teneva lo sguardo fisso nel buio, immerso nei suoi pensieri. Non ci voleva, comunque, l'arte divinatoria, per capire che cosa lo preoccupasse: anche prima dell'arrivo del Joker e del trambusto che aveva comportato, il tema della conversazione dei due sovrani era stato il conflitto incombente, a cui il Regno di Cuori non voleva prendere parte ed a cui, tuttavia, sembrava dovesse per forza partecipare.
Non che avessero ricevuto pressioni esplicite da Re Ivan in questo senso - non ancora, almeno. Ma, del resto, il Re del Regno alleato era raramente esplicito quando si trattava di spiegare quello che voleva.
Il punto era che Ivan si aspettava e dava per scontato l'ingresso in guerra al suo fianco: l'alleanza dei due Regni era una tradizione e Ludwig sapeva che cosa ciò implicasse. Il fatto che si trattasse di un'alleanza di tipo difensivo, piuttosto che offensivo, non significava nulla agli occhi del Re di Fiori. Dal suo punto di vista, se non si fossero schierati al suo fianco, una volta che avesse finito con le Picche ed i Quadri, i Cuori sarebbero rimasti soli in sua balia - o questo era quello che Gilbert aveva fatto capire a Ludwig e Feliciano, almeno.
Non che le alleanze, qualora i Regni avessero un obbiettivo comune, non potessero servire anche i loro piani offensivi, ma Re Ivan non lottava per nulla che interessasse anche ai sovrani di Cuori: sembrava, piuttosto, aver agito per motivi personali.
Naturalmente, c'era anche l'opzione numero tre, ossia l'alleanza con Picche e Quadri. Ma ormai il gesto di Re Francis, la cattura di quella che lui credeva essere la Regina di Cuori, rendeva impossibile qualsiasi accordo con quei Regni; poteva significare solo l'inizio delle ostilità contro di loro, per riavere la Regina, o la sottomissione ai loro ricatti.
Francis sapeva perfettamente di aver giocato un colpo basso a Ludwig e di averlo messo con le spalle al muro, privandolo di Kiku... O così sarebbe stato, se Kiku fosse stata la vera Regina.

Sarebbe stato impensabile per il Sovrano di Cuori, infatti, scendere in guerra senza il consorte al fianco. Innanzitutto, perché avrebbe temuto ritorsioni sulla sua Regina, tenuta in ostaggio dal nemico. In secondo luogo, perché la forza della Regina era necessaria a sostenere il Re e, di conseguenza, tutto il Regno.
In tutti e quattro i Regni, i poteri dei sovrani erano complementari: questi non ereditavano il titolo per discendenza o parentela, ma erano scelti proprio dalla magia - qualcuno diceva che era lo spirito del popolo stesso ad indicarli. Durante l'adolescenza, quando i troni fossero stati vacanti, i due nuovi reali avrebbero manifestato il marchio: il simbolo del loro Regno sarebbe comparso sul loro corpo, una voglia indelebile che indicava chiaramente il loro destino.
A volte, la coppia era di sessi opposti, a volte no, ma questo non aveva importanza: lo scopo dell'unione non era mai quello di generare eredi, visto come venivano designati i sovrani (anche se poteva accadere che, qualora ve ne fossero, fosse uno dei figli dei precedenti sovrani a diventare Re o Regina - Feliciano non era né sarebbe stato un'eccezione, ma la cosa non avveniva spesso). L’unione non portava la certezza nemmeno di unire i sovrani tramite legami affettivi di alcun genere (romantici o di amicizia); certo, tutti lo speravano, poiché era l'intensità del legame tra i due Sovrani a determinare la forza del loro dominio, tuttavia, la magia si limitava ad indicare i Re e le Regine, mentre non determinava né le loro azioni né, tantomeno, i loro sentimenti reciproci.


Il modo con cui i poteri dei Sovrani si completavano variava a seconda del Regno. Ad esempio, si diceva che la casa reale di Picche dominasse la magia del tempo: in questo modo, il potere fluiva tra i due Sovrani, quando la Regina garantiva l'energia necessaria al Re.
Nel caso del Regno di Cuori, il modo in cui l'energia poteva trasferirsi dall'uno all'altro era la vicinanza. Il loro simbolo appariva sempre sul petto, e tradizione voleva che i due sovrani non stessero mai separati, se non quando era strettamente indispensabile.
Questo era anche il motivo per cui a Feliciano era stato assegnato il ruolo di Jack: avrebbe potuto fingersi un cortigiano, un servitore, addirittura - sarebbe stato più al sicuro. Ma come Jack, avrebbe avuto la possibilità di rimanere sempre accanto a Ludwig senza destare sospetti.
Quanto ai viaggi di Kiku nella sua terra natia, erano sempre stati giustificati come circostanze eccezionali: la Regina aveva il diritto ed il dovere di recarvisi periodicamente, ma non si poteva chiedere al Re di assentarsi per lunghi periodi, privando il Regno della sua guida.
Del resto, in tempi di pace, non si riteneva potesse essere un problema, e Re Francis ne aveva furbescamente approfittato: che poteva fare Re Ludwig, privato e lontano dalla sua Regina, se non obbedire docilmente a chi la teneva in ostaggio? Certo non avrebbe osato combatterli, e se lo avesse fatto comunque, be’... Un ostaggio si tiene per una ragione, no?
Però il Re e la Regina di Cuori erano ancora assieme; la copertura offerta da Kiku aveva funzionato ed ora si trattava solo di decidere come agire.


"Re Francis si meriterebbe una bella lezione." Disse Ludwig ad un tratto "A far bene, dovremmo ignorare completamente i suoi messaggi, schierare le nostre truppe e dimostrargli che ricatti e minacce non ci spaventano."
"Ma capirebbe che Kiku non è...!"
Il Re si voltò verso Feliciano.
"Finirà per scoprirlo in ogni caso. Potrebbe già averlo scoperto, per quel che ne sappiamo."
Feliciano chinò la testa. "Mi sento responsabile per quello che gli è successo."
Ludwig mosse la mano con un gesto perentorio. "Sciocchezze."
Feliciano gli si avvicinò, stringendosi a lui. "Dobbiamo salvarlo prima che gli succeda qualcosa. Se capissero che non è la Regina, potrebbero decidere che non gli serve più, e Kiku..."
Ludwig sospirò. Si sarebbero sbarazzati di lui a sangue freddo? O si sarebbero limitati a tenerlo lì, prigioniero, fino a quando avessero vinto o fossero stati sconfitti? E cosa ne sarebbe stato di lui, in seguito?
C'era poi il fatto che, sotto sotto, Ludwig non era poi così convinto di voler permettere che tutti venissero a conoscenza del segreto di Feliciano.
"Dovremmo andare a salvarlo!" Ribadì questo, la stretta sui fianchi del re più insistente.
Il Re sospirò.
"E come? Chiedendoglielo per favore?"
Feliciano ci pensò un po'. "Perché no?"
Ludwig scosse la testa. Si disimpegnò dalla presa di Feliciano e si sedette pesantemente sul letto, affondando il volto tra le mani. Era stata una lunga notte; fuori, i fuochi delle stelle andava man mano affievolendosi - l'alba non era distante.
Feliciano si sedette accanto a lui. Rimasero in silenzio così, per un po', tanto che la Regina si chiese se Ludwig, per caso, non si fosse addormentato. Avvicinò il viso al suo, intrufolando il naso tra le sue dita.
"Faremmo meglio ad andare a dormire." Gli sussurrò piano sulle labbra.
Prima che Ludwig potesse rispondere che non c'era tempo e che dovevano sbrigarsi a scrivere un messaggio di risposta a Re Francis, Feliciano lo baciò dolcemente. Gli avvolse le braccia attorno al collo e lo trascinò giù con sé fino a che non giacquero fianco a fianco sul letto.
Nessuno dei due, ora, aveva le energie né la voglia di continuare dal punto in cui Gilbert li aveva interrotti, e Feliciano gli si accoccolò vicino, baciandolo di nuovo, a lungo. Gli occhi di Ludwig, già pesanti di stanchezza, si chiusero senza storie. Quando la Regina staccò le proprie labbra dalle sue, il Re era già profondamente addormentato.
Feliciano non si curò di spogliarsi, preoccupandosi solo di tirare addosso a sé e a Ludwig le coperte. Uniti dalla magia del Regno di Cuori, i due sovrani potevano condividere le proprie emozioni tramite la vicinanza ed il contatto fisico. Era un potere che bilanciava in modo peculiare le loro personalità opposte: la calma e la freddezza di Ludwig per smussare l'ansia e le paure della Regina, la dolcezza e la capacità di riconoscimento dei propri limiti di Feliciano che impedivano che il Re si consumasse nelle sue preoccupazioni.
Non c'era da stupirsi, in fondo, che i due avessero finito con il formare una coppia affiatata.
Feliciano, negli ultimi sprazzi di lucidità prima di piombare addormentato, si accoccolò contro il petto del consorte, un braccio disteso sopra il suo fianco, lasciando che il sonno lo sopraffacesse e lavasse via, almeno per il momento, le preoccupazioni e le ansie che si erano accumulate.


~*~


La luce del mattino arrivò a svegliare Re Ludwig poche ore dopo che si era addormentato.
Scivolò fuori dal letto silenziosamente, cercando di riordinare i pensieri che gli affollavano la mente, anche se con scarsi risultati. Si cambiò e si sciacquò la faccia, pettinandosi i capelli, ma nemmeno questo riuscì a regalargli un aspetto migliore, viste le occhiaie blu che gli circondavano gli occhi.
Si voltò ad osservare Feliciano addormentato, scomposto in mezzo alle coltri del letto. Normalmente, lo avrebbe rimandato nella sua stanza prima dell'alba (per questioni di cautela, erano rare le volte in cui i sovrani si addormentavano assieme), ma non ebbe il cuore di farlo, quel giorno.
Il suo attendente personale, comunque, sapeva la verità, così come pochi dei servitori più stretti dei sovrani. Avrebbe ordinato che nessuno entrasse nella sua stanza, e lasciato che Feliciano riposasse a dovere.

Uscì dai suoi appartamenti giusto in tempo per venire intercettato da quello che riconobbe subito come uno degli uomini della scorta personale della Regina - la sua livrea, per quanto sporca di polvere e stracciata in un paio di punti, era inconfondibile.
"Maestà! Porto notizie terribili-"
Ludwig lo interruppe con un cenno della mano. "Mio fratello mi ha informato poche ore fa e ho già letto il messaggio." Gli disse mostrandogli la pergamena.
Il messaggero gli raccontò dell'accampamento, dell'avvistamento del battaglione nemico, del fatto che si erano accorti troppo tardi di quali fossero le loro vere intenzioni (del resto, i due Regni non erano in guerra! Chi si sarebbe aspettato una simile mossa da Re Francis?) e di come erano stati intrappolati nella valle, troppo pochi contro gli assalitori. La Regina si era consegnata ai Quadri per evitare uno scontro che avrebbe, probabilmente, portato alla distruzione di tutta la scorta.
Mentre il messaggero raccontava, erano presenti diversi dei cortigiani del castello, e la notizia certo non li rassicurò. I loro sguardi corsero al Re, ansiosi. Solo certi tra i nobili più anziani, quelli che erano stati fedeli al Re precedente e che conoscevano la vera identità della regina, sembravano mantenere un certo controllo. Anche loro, però, avevano lo sguardo fisso su Ludwig, probabilmente curiosi di sapere come se la sarebbe cavata in questo difficile frangente.
Il Re, consapevole delle loro aspettative, non si scompose. Ascoltò quello che avevano da dirgli, i consigli, gli inviti alla cautela, le esortazioni a mettersi subito in marcia non si sa bene per fare cosa, e poi annunciò che si sarebbe ritirato nelle sue stanze per riflettere.
Sapeva che la corte intera fremeva; erano settimane, ormai, che gli scontri tra gli altri Regni andavano avanti e che lui, invece, prendeva tempo. Era ora di agire, e tutti si aspettavano che Re Ludwig lo facesse in modo giusto – ed avrebbe agito, naturalmente, si trattava solo di decidere come. In ogni caso, assicurò che la decisione sarebbe arrivata entro il tramonto. Detto questo, tornò nei suoi appartamenti, che mezzogiorno era passato da un pezzo.

Trovò Feliciano sveglio ma ancora a letto, comodamente appoggiato sui cuscini ed intento a piluccare da un vassoio i resti di quella che doveva essere stata la sua colazione.
"Non sarebbe male fare la Regina a tempo pieno, comunque!" Lo salutò con un sorriso.
Ludwig si sedette accanto a lui con un sospiro. Avrebbe dovuto ricordare al suo attendente la differenza fra "prendersi cura" e "viziare".
Raccontò a Feliciano quanto gli era stato riferito dal messaggero, oltre ad avvertirlo del fatto che, qualsiasi cosa decidessero di fare, avrebbero dovuto pensarci in fretta.
L'altro si buttò disteso in mezzo ai cuscini, ad occhi chiusi, come a voler sfuggire alla realtà.
"Non voglio scendere in campo a fianco di Re Ivan. Noi non c'entriamo nulla, con questa guerra."
"Non abbiamo scelta."
Feliciano mugolò qualcosa, girandosi a pancia in giù e nascondendo il volto nel materasso.
"Starcene fermi a guardare non è, ovviamente, un'opzione che possiamo permetterci." Gli ricordò il Re, severo. Se non avessero agito, qualsiasi Regno che fosse risultato vincitore si sarebbe approfittato della loro mancanza di coraggio per imporre il suo dominio anche su di loro.
Feliciano si tirò su sui gomiti. Il suo bell'abito era tutto stropicciato, ma non sembrava darsene cura.
"No, lo so." Si tirò vicino a Ludwig e guardò in su verso di lui.
"Però mi è venuta un'idea... Forse." Aggiunse, succhiandosi appena il labbro inferiore. Sapeva di non essere uno stratega militare, ma sapeva anche di volere solo il bene per il suo Regno.
Ludwig si chinò verso di lui per sentire cosa aveva da dire.
“Non accetteranno mai.” Fu il suo commento, subito. Feliciano scosse la testa, ma continuò. Dopo un po' che parlottavano, Feliciano si sporse per dare un bacio al suo sovrano, che sembrava convinto.


Quella sera, il Re di Cuori diede ordine di far preparare al più presto tutte le truppe dell'esercito che potevano essere pronte nel giro di un paio di giorni (la richiesta, visto il clima di tensione che si viveva ormai già da parecchio, non sorprese nessuno - anzi, parte dell'esercito era già pronta). Al più presto, aveva dichiarato il Re, sarebbero partiti per la capitale del Regno di Quadri.


Più tardi, i due Sovrani erano nuovamente nello stesso letto - anche se, stavolta, si erano premurati di chiudere a chiave la porta del passaggio segreto. La prudenza, per il resto, era stata accantonata, anche perché, probabilmente, il travestimento di Feliciano avrebbe potuto essere scoperto presto.
"Non ci tradiremo a meno che non sia strettamente necessario, però." Disse Ludwig in un sussurro, le labbra quasi premute sull'orecchio del consorte, steso lì accanto.
Feliciano si voltò verso di lui, preoccupato.
"Ma non potrei continuare a far rischiare Kiku per me, dopo questo."
"Kiku era a conoscenza di quello a cui avrebbe potuto andare incontro, la tua protezione è il suo compito di Fante; lo ha fatto per il bene di tutto il Regno." Rispose Ludwig, sopracciglia aggrottate come a cercare di far capire a Feliciano un concetto ostico.
"Non voglio esporti a troppi rischi, se posso evitarlo." Aggiunse, abbassando gli occhi nell'oscurità.
La Regina annuì, poi sorrise appena, facendo scivolare una gamba nuda sopra quella di Ludwig, lasciando che caviglia e polpaccio strofinassero contro i suoi. Gli baciò la base del collo, dolcemente - era strano, in quel momento non aveva nessuna paura. Forse perché aveva Ludwig al fianco, o forse perché, stranamente, sentiva che l'altro era più preoccupato di lui e questo, per reazione, lo spingeva a comportarsi in modo più tranquillo. Posò nuovamente le labbra sulla pelle dell'altro, sfregando la fronte ed il naso sul suo mento.
Il Re si voltò su un fianco, intrappolandogli la gamba tra le sue, e si strinse Feliciano al petto.
"Non ti accadrà niente. Non lo permetterò." Assicurò, forse più a se stesso che non all'altro.


>>> atto V <<<
From:
Anonymous( )Anonymous This account has disabled anonymous posting.
OpenID( )OpenID You can comment on this post while signed in with an account from many other sites, once you have confirmed your email address. Sign in using OpenID.
User
Account name:
Password:
If you don't have an account you can create one now.
Subject:
HTML doesn't work in the subject.

Message:

 
Notice: This account is set to log the IP addresses of everyone who comments.
Links will be displayed as unclickable URLs to help prevent spam.

Profile

lontano_lontano: (Default)
lontano_lontano

November 2013

S M T W T F S
     12
3456789
10111213 141516
17181920212223
24252627 282930

Style Credit

Expand Cut Tags

No cut tags
Page generated Sep. 26th, 2017 06:15 pm
Powered by Dreamwidth Studios